Autore Lorenzo Stocco

Faucaria

Schwantes

 

è ormai da almeno 300 anni coltivato in Europa, le specie che solitamente si reperiscono più spesso presso i vivaisti sono principalmente tre: F. tuberculosa, F. tigrina, F. boscheana. Tra queste tre ultimamente si vede maggiormente la F. tuberculosa (almeno nella mia zona) meno la F. tigrina, e sembra quasi sparita la F. boscheana.

areale di distribuzione del genere faucaria :

areale distribuzione del genere faucaria

Le Faucaria sono originarie principalmente dell’est della Provincia del Capo in Sud-Africa(vedi mappa), la zona è secondo le mie ricerche a precipitazioni maggiori nel periodo autunnale e primaverile, fioriscono circa da settembre a novembre, hanno fiori gialli a volte più aranciati sul lato inferiori che quando si chiudono alla sera sembrano un po’ rossicci, una specie ha fiore bianco, il suo nome è appunto “candida”, questa specie è un po’ rara in coltivazione, ma molto bella, altra specie che ho visto di recente con fiore bianco è una forma della tigrina.

Faucaria paucidens :

faucaria paucidens

Il nome del genere deriva dalla forma delle foglie che sembrano delle fauci aperte, i nomi stessi delle varie specie(es. tigrina, lupina) richiamano bestie feroci, a volte è paragonata alla famosa Dionea muscipula (pianta carnivora americana vive tra la Carolina del nord e quella del sud)che con le sue trappole preda gli insetti, ma la Faucaria non ha proprio niente a che vedere con essa, oltretutto i suoi denti non pungono affatto, in alcune specie essi finiscono con l’allungarsi in un sottile filo finale. Faucaria tuberculosa, come dice il nome, è ricca ti tubercoli più o meno prominenti nel lato superiore della foglia, la F. boscheana ha le foglie e i denti bordati di una sottile linea chiara, la F. tigrina ha molte forme diverse ed al sole può assumere colori rossicci ed è spesso puntinata sottilmente, inoltre nelle foglie aperte spesso rimangono i segni dei denti di quando le stesse erano appaiate.

Faucaria gratiae :

faucaria gratiae

Il genere ha subito ultimamente una notevole revisione che molti si aspettavano(a mio parere personale anche troppo drastica), praticamente tutte le specie, circa 33 con 4 varietà, sono state ridotte a 6 specie e 3 sottospecie(vedi tabella a fine articolo), ma molto probabilmente questo serve solo come punto di partenza per ulteriori studi.

Faucaria candida :

faucaria candida

Le piante formano piccoli cespi con rosette di foglie. Le radici sono carnose, con l’età formano dei brevi rami, ho notato che piante molto vecchie possono all’improvviso perdere le radici principali ed il tronco, in questo caso dopo aver tagliato le parti morte possiamo ottenere diverse talee, infatti radicano facilmente da talea. In habitat vivono in aree con molti cespugli e le piante più vigorose belle e colorate sono quelle che si trovano all’ombra di questi cespugli, mentre quelle sotto il sole cocente sono molto striminzite e brutte, questo col loro sole, il nostro è più debole( almeno il mio del nord Italia)e quindi per avere belle piante è necessario fornire loro molto sole.

Faucaria boscheana :

faucaria boscheana

La semina, viene da me effettuata tra la fine di Febbraio e la metà di Marzo, solitamente sono piante che germinano facilmente ed abbondantemente, anche la crescita è abbastanza veloce e si possono ottenere piante da fiore già dopo due anni, per la semina uso lapillo vulcanico anche chiamato pozzolana, di granulometria circa tre mm. ma si può benissimo arrivare ai 5 o 6 mm. Mescolato con pomice della stessa granulometria, i vasetti( vasetti normali tondi di diametro 5 cm. )vengono immersi per i tre quarti in acqua ( preferibilmente piovana)usando dei sottovasi,il tutto viene lasciato scoperto sopra un bancale della serra fredda in piena luce, di norma in quel periodo passa almeno una settimana prima che l’acqua del sottovaso sia completamente evaporata, a quel punto le piantine dovrebbero essere già germogliate, mantengo poi ancora 1 cm. d’acqua nel sottovaso per alcuni giorni o 2, 3 settimane dipende dalle condizioni del tempo e dalla velocità delle plantule di crescere. In questo primo anno comunque le mantengo sempre in vegetazione continua, ombreggiando ed arieggiando nei mesi estivi, dopo il primo anno vanno trattate come adulte cioè in vegetazione durante la primavera e l’autunno(a dire il vero io inizio già da fine agosto o inizi settembre ad innaffiare, cioè fine estate), secondo la mia esperienza si può benissimo rischiare ti continuare a tenerle in vegetazione nel periodo invernale senza grossi problemi anche in condizioni di clima freddo (verso gli zero o i meno un grado), mentre è molto più rischioso il volerle far vegetare nel periodo estivo.

Faucaria tigrina ( vecchia pianta ) :

faucaria tigrina

In alcuni testi ho letto che consigliano la vegetazione nel periodo estivo ed invernale, trovo la cosa un po’ strana visto la mia esperienza di coltivazione e le ricerche di cui ho accennato prima(il fatto che le precipitazioni più sostanziose siano nei mesi primaverili ed autunnali non vuol dire che ci sia assenza assoluta di piogge in inverno ed estate, ma che esse sono più limitate in quantità e frequenza), la cosa potrebbe derivare dal fatto che, come ho notato in molte specie, siano un po’ approfittatrici, cioè se gli si dà acqua loro iniziano a vegetare, un’altra confusione può essere causata dal luogo dove esse sono coltivate, ci possono così essere dei climi che fanno si che sia bene tenerle in vegetazione estiva, un esempio è il clima montano( o quello nord europeo), con raggi ultravioletti molto forti e clima estivo fresco ed arieggiato, le faucaria possono assumere abiti veramente belli e sfumati(come nel loro habitat), in questi climi è sicuramente consigliabile una vegetazione da metà primavera fino all’autunno(fine settembre), e andrebbero tenute completamente sotto il sole. Ricordiamoci inoltre di lasciare ben asciugare la composta tra un’innaffiata e l’altra, e che la composta stessa sia porosa, povera di torba,o meglio del tutto senza, per altre caratteristiche della composta consultate l’articolo in cui parlo dei terricci.

Faucaria tigrina ( pianta giovane con foglie più disegnate e colorate ) :

faucaria tigrina

 

[Considerazioni aggiunte in data 20/04/2021] Nelle ultime esperienze ho coltivato Faucaria mantenendola del tutto al secco nel freddo invernale ( circa 2 o 3 gradi sotto zero notturni) della mia zona, dopo la sua vegetazione e fioritura autunnale, e ultimamente ho anche provato a lasciarle fuori dalla primavera per tutta l'estate, importante nel periodo estivo non eccedere con le bagnature, sono sufficienti quei temporali passeggeri per portare refrigerio, mantenendo cosi la maggiore piovosità nelle mezze stagioni come nel suo habitat, ormai al terzo anno di queste prove e vedo che la cosa va bene, rimanendo all'esterno il sole conferisce loro un abito più naturale e bello, anche i parassiti come il ragnetto rosso sono meno invasivi, mentre la cocciniglia lavora molto durante il periodo che le tengo asciutte col freddo invernale, infatti in primavera quando vado a prenderle per portarle fuori sono spesso zeppe di cocciniglia.

 

 

Tabella della recente revisione del genere Faucaria

Tratta da un articolo del m.s.g.(mesemb study group)volume 15 numero 2 di Jonathan Y. Clark

 

Le specie dopo la revisione

Le vecchie specie e sinonimi

F. boscheana

 

F. albidens

F. haagei

F. paucidens

F. kendrewensis

F. peersii

F. felina è divisa in tre sottospecie:

 

ssp. Felina

F. acutipetala

F. candida

F. cradockensis

F. crassisepala

F. duncanii

F. felina

F. felina v. jamesii

F. jamesii

F. kingiae

F. latipetala

F. laxipetala

F. lupina

F. longidens

F. longifolia

F. militaris

F. montana

F. multidens

F. plana

F. ryneveldiae

F. uniondalensis

ssp. britteniae

F. britteniae

F. coronata

F. grandis

F. speciosa

F. smithii

ssp. tuberculosa

F. tuberculosa

F. gratiae

 

F. hooleae

F. nemorosa

 

F. nemorosa

F. subintegra

 

F. subindurata

F. tigrina

 

F. tigrina

 

Faucaria tuberculosa :

faucaria tuberculosa

 

 

 

Altre immagini

 


 

 

Faucaria Britteniae e le sue colleghe

Dopo molte parole scritte sulle più svariate tematiche riguardanti le aizoaceae, voglio ora soffermarmi a riflettere su una tematica che spesso tocca tutte le famiglie di piante e non solo le succulente, il tema di cui voglio trattare è l’identificazione delle piante, che noia! Si è vero questo tema è spesso noioso, ma è importante , anche alla luce di recenti revisioni da parte di famosi studiosi. Soffermarci e cercare di capire con i più umili occhi di semplici osservatori , i quali , come per la maggior parte di coloro che si interessano di piante, guardano alle specie con occhi umani, senza usare microscopi o altri sistemi, come la prova del DNA, nella nostra semplicità forse riusciamo a capirci e districarci meglio del fior fiore di botanici che tanto sanno ma che spesso non osano voltarsi indietro, per carità tutta la stima a studiosi che tanto fanno per tutti! Ma a volte , soprattutto ultimamente, ci dimenticano e ci lasciano in un mare anzi oceano senza via di sbocco, questa volta quindi voglio dar sfogo alla semplice visione estetica delle piante senza metter di mezzo nulla di scientifico, ma solo osservazioni puramente amatoriali, per questo chiedo scusa in anticipo e spero che nessuno me ne voglia, mi rendo anche conto che per una seria valutazione anche di tipo amatoriale sarebbe comunque necessaria una conoscenza delle varie specie nel loro habitat cosa che a me manca e che ritengo possa facilmente mandarmi in errore su alcune considerazioni, per questo, anche se penso che nelle note che andrò a farvi leggere, molto ci sarà di vero, alcuni errori a volte anche grossolani, per chi applica criteri più scientifici, saarnno inevitabili e forse lo stesso accadrà magari in qualche mia contraddizione, ma sicuramente sarà un piccolo passo o contributo per molti appassionati al genere Faucaria. Si prendo questa occasione per parlare ( cosa che avevo timidamente accennato tempo fa’) del mio interesse per un genere che reputo bellissimo e purtroppo spesso oscurato dalla popolarità di Lithops, Conophytum e altri , le Faucaria, piante che se coltivate bene e guardate con occhi umani , son di molteplici forme una meglio dell’altra, ebbene si, con la scusa della nomenclatura voglio farvi innamorare di queste piante, compito ben difficile ma non impossibile, purtroppo in questo genere c’è sempre stata una certa difficoltà nella identificazione, e questa è peggiorata dopo l’ultima revisione recente che la voleva semplificare, ma è così stata tanto semplificata che, a mio umile avviso, non si capisce più niente, come posso io ordinare una pianta che si chiama Faucaria Britteniae che ha le foglie grigie e larghe con denti rosa se la stessa ha diverse forme e nessuna di queste è indicata come botanicamente valida ma tutte fanno capo ad una e sola unica specie? Qui c’è un problema , non solo il mio di ordinarla , e non sapere quale mi arriva, ma anche quello, più importante, di riuscire a mantenere le svariate forme biologiche esistenti in habitat( cosa tra l’altro impossibile in coltivazione), io ho tre piante una la Faucaria Britteniae una la Faucaria Smithii, e una la Faucaria Speciosa , entrambi con caratteristiche molto diverse ma ora sotto l’unico nome di Faucaria Britteniae.
Ho provato a rintracciare vecchie annotazioni e anche nuove in numerosi testi che ahimè son tutti in inglese e quindi con qualche mia grossa difficoltà a ben tradurre, per questo voglio evitare di citarveli, ma una seconda ragione è perché mi sembra creino più confusione che chiarezza, praticamente le ultime descrizioni riuniscono gli attributi delle varie specie di prima , cosa non strana visto l’unificazione fatta, dalle foto penso si noti benissimo le differenze senza tante descrizioni che spesso da come vengono interpretate tranno in inganno, notiamo come Faucaria Smithii abbia foglie larghe e corte di un colore verde-grigiastro gli conferisce questo colore una copertura di fittissimi puntini quasi invisibile, nei bordi hanno poi numerosi denti e corti filamenti ciliari rosati, la pianta è piuttosto robusta e fa parte delle più grandi del genere, ha un portamento maestoso ed è nel complesso molto bella fiore giallo come per la maggior parte del genere. Faucaria Speciosa è anche grande e maestosa ma ha foglie decisamente verdi più strette e lunghe e la dentatura non è sottile ciliata ma di pochi denti carnosi ben ingrossati e visibili di color verde solo leggermente bordati, anche lei ha dei punti molto piccoli bianchi ma che non riescono minimamente a dargli l’aspetto grigio della Faucaria Smithii perché in numero nettamente inferiore, per le sue caratteristiche è nel complesso anche lei molto bella. la F. Britteniae è la più modesta delle tre con un color verde normalissimo e anche con puntini piccolissimi biancastri, direi assomigliante più alla F. smithii che alla F. Speciosa, sebbene direi che ha ereditato alcune caratteristiche di entrambe, per esempio ha dentatura intermedia tra la Faucaria Smithii che ha vistose ciglia rosate ( la F. Britteniae ha però ciglia bianche) con brevi denti e la F. Speciosa che praticamente dimostra di avere solo i denti carnosi e senza quasi dl tutto ciglia, anche il numero stesso dei denti è intermedio tra le due, devo aggiungere che alcune piante di F. Britteniae tendono a crescere in altezza più di tutte le faucaria ( vedi foto). Certo che se andiamo a vedere sulle note delle specie di faucaria potremmo trovare dei caratteri che le accomunano, togliendo la speciosa che a mio parere e troppo diversa , la Faucaria Smithii potrebbe anche star bene come una F. Britteniae o per lo meno gli assegnerei un rango di forma, mentre per la F. Speciosa insisterei come specie a sé, o per lo meno una sottospecie, adesso io non conosco i motivi di tale raggruppamento e neanche non ho mai fatto sopraluoghi in natura o studi botanici approfonditi, bensì devo per forza di cose fermarmi alle osservazioni di piante che ho seminato, semi comperati da ditte che ritengo piuttosto serie sebbene non del tutto estranee a possibili errori, per questo ho sempre confrontato diverse semine di diversi anni e ordinativi diversi anche con ditte diverse e anche con piante comprate adulte, credo comunque fermamente che le forme vadano preservate. Aggiungo che recentemente Faucaria Britteniae era stata anche descritta come Faucaria Felina ssp. Britteniae, questo tanto per far capire l’immensa confusione che viene continuamente creata, sebbene secondo me l’assegnazione di sottospecie, varietà e forme ha per lo meno il pregio di conservare la diversità che invece un raggruppamento sotto una sola specie tende a far perdere, questo ci porta ad analizzare la prossima specie Faucaria Felina. Ma questa è un’altra storia, un appuntamento quindi alla prossima puntata.