Il riposo

 

conophytum chrysocruxum

 Voglio spendere un po’ di tempo per parlare del riposo delle piante, cosa questa spesso relegata a poche righe nei testi che trattano di succulente.
Il riposo delle piante succulente non sempre è così semplice da capire, anche perché spesso la parola “riposo” è usata per indicare cose diverse, abituati come siamo a coltivare principalmente cactaceae, usiamo questo termine per indicare semplicemente un periodo in cui le piante vanno in una sorta di letargo e che quindi è bene non annaffiare, se andiamo invece nella famiglia delle aizoaceae il termine riposo può significare anche altre cose, le frasi: la pianta in riposo va tenuta asciutta e la pianta nel periodo secco va in riposo, sebbene sembra indichino la stessa cosa evidenziano invece situazioni alquanto diverse che si possono presentare all’interno della famiglia delle aizoaceae e anche situazioni non sempre “vere”.per questo motivo vi voglio parlare del riposo è la continua richiesta che trovo spesso in mail e foto che mi spediscono o in scritti nei forum ( di vari siti e del mio) che trattano di succulente, dove appunto si chiede se la propria pianta stia morendo solo perché la si vede appassita o ridursi di volume o seccare, sebbene si sappia che molte aizoaceae seccano le vecchie foglie mentre ne fanno sorgere altre, questo momento non avviene in una notte ma in un lento appassimento della pianta che non deve farci 
corpuscolaria britteniae

commuovere, pena spesso avere piante deformi o nel peggiore dei casi la vera morte della pianta, in questi casi è utile ricordare il vecchio detto : è facilissimo vedere una succulenta marcire ma molto, molto più difficile vederla morire per il secco ( almeno nelle nostre collezioni), quindi nel dubbio è meglio non bagnare, ma spesso dimentichiamo questo e nel dubbio bagniamo danneggiando seriamente a volte le piante, tutto per la mania di averle più belle, dimenticando anche qui che la bellezza della pianta sta spesso nella sua forma naturale che potrebbe sembrare anche sofferta.>Ricordiamoci anche che come avviene da noi non tutte le stagioni in habitat sono uguali e succedono anche le piogge o i periodi secchi fuori stagione e le piante sono adattate a questo ( vedi le piante che io ritengo approfittatrici ).Proviamo ora ad analizzare la prima delle due frasi che ho detto sopra, e in altre parole: la pianta in riposo va tenuta asciutta, questa regola è quella tra le due che possiamo definire vera col massimo dei voti, credo che almeno per il 90 per cento delle nostre piante in coltivazione questa regola sia adeguata, dobbiamo stare attenti, però a quelle che sono del tipo cespuglioso con molte foglioline come ad esempio le Tricodiadema, in questo ampio genere troviamo specie con esigenze molto diverse, sebbene tutte in ogni caso, gradiscano periodi asciutti non troppo lunghi e anche se essendo un genere ampio che quindi le varie specie abitano ambienti diversi tra

fenestraria rhopalophyllaloro, amano periodi di riposo non troppo asciutti, lo stesso può valere per la maggior parte del genere Delosperma , nel quale però troviamo anche specie con un riposo molto evidenziato rispetto ad altre, questa caratteristica la si vede soprattutto in specie a vegetazione brevidiurna (Delosperma Longipes ), che durante il riposo seccano e non bisogna bagnarle, mentre in altre, per esempio Delosperma Cooperi, che vegeta benissimo durante l’estate , in inverno va in riposo ma prende le piogge essendo una pianta che resiste

fenestraria rhopalophyllabene all’esterno anche qui al nord, è questo quindi un caso di riposo non asciutto, ma probabilmente dettato dal clima più freddo,un altro genere simile è Drosanthemum al quale probabilmente verrà accreditato anche Delosperma Longipes, la stessa cosa accade anche con altre famiglie succulente ad esempio nella famiglia cactaceae nel genere opunzia. Abbiamo visto fin qui alcuni generi che prendono acqua anche durante il periodo di riposo senza che questo possa influire troppo negativamente, naturalmente tra questi vanno divise le specie che amano durante il periodo di riposo, o se vogliamo, chiamarlo semplicemente di rallentamento dell’attività, essere bagnate, altre che invece loro malgrado devono accettare la condizione piovosa ma senza conseguenze. La seconda frase in altre parole quella che dice: la pianta nel periodo secco va in riposo, è molto più discutibile e sosterrei che la percentuale delle piante in cui questa frase può ritenersi vera è sicuramente più bassa, e non solo per le piante in coltivazione almeno per quanto riguarda la sottofamiglia delle mesembryanthemaceae.

lapidaria margaretaePrendiamo ad esempio le Lithops, con esse, anche se noi spesso parliamo di riposo questa parola è da intendersi come periodo in cui non bagnare, questo perché in realtà la pianta non riposa affatto ma nel lungo periodo asciutto crescono le coppie fogliari nuove che andranno a sostituire le vecchie, sembra anche che parte del contenuto nutritivo delle vecchie foglie serva proprio per lo sviluppo delle nuove, queste nuove foglie saranno inizialmente più piccole, ma con la venuta della nuova stagione e le nuove piogge se cresceranno come le altre o anche di più, e qui succede un fatto, che proprio i lithops ritenuti a vegetazione estiva, una volta arrivati con le piogge estive a gonfiare le foglie fino al punto ottimale tendono a rallentare la crescita e a fermarsi soprattutto quando il caldo raggiunge l’apice, essi preparano la 

monilaria pisiformis

fioritura e quindi non sono in riposo ancora, ma la crescita è terminata ed è questo il periodo più pericoloso per marciumi ( non l’inverno ma l’estate ) il caldo e l’umidità con la mancanza di ventilazione favoriscono le spore fungine che possono entrare ed attaccare facilmente le piante, che potremmo vedere marcire da un giorno all’altro senza capirne il motivo, bisogna bagnare con cautela e non molto solo per evitare avvizzimenti fuori stagione che potrebbero compromettere ( difficilmente ) la fioritura ma soprattutto per il nostro piacere di vedere delle belle piante, altrimenti possiamo anche solo nebulizzare frequentemente durante le ore calde ( non temete non si scottano per le nebulizzazioni ma può succedere se non lo fate ) e serali in modo da mantenerle fresche e dare un minimo di umidità notturna, durante tutto il periodo più caldo è consigliabile l’uso di un ventilatore se nella vostra regione ci sono problemi di afa forte o mancanza di ventilazione e se annaffiate aggiungete una dose blanda di funghicida nell’acqua come prevenzione ( io mi trovo benissimo con la classica poltiglia bordolese in dosi che non macchiano le piante ).

phyllobolus dactylopsis digitatus
Come potete capire le lithops in realtà non vanno mai in riposo completo, sotto, sotto ci lavorano sempre, siamo noi che riposiamo ed in inverno non diamo da bere cosa da osservare scrupolosamente, è sempre meglio riferirsi al riposo come periodo in cui non si bagna altrimenti potrebbero crearsi confusioni specie in piante con la caratteristica dei lithops, penso anche che in estati molto caldi ci sia in ogni caso un breve periodo di riposo anche per i lithops subito prima di iniziare a preparare la fioritura, mentre in alcuni lithops a fioritura estiva ( tra giugno ed agosto ) questo potrebbe avvenire subito dopo la fioritura e poco prima dell’inizio della muta, il fatto è che non ho mai il coraggio di sezionare le piante per una ricerca più approfondita della cosa. Bene mi fermo qui, spero di essere riuscito a far capire che a volte i termini vanno usati per far capire come comportarsi con le piante ma non sempre sono esatti, volevo accennare ai Conophytum, ma sarà per una prossima volta.