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Lorenzo
Stocco
Pittore funambolico, padrone dei colori e dell'immagine è
Lorenzo Stocco. Subito agli occhi balza la sua passione per la fantascienza,
di cui traduce in arte suggestioni e fascino misterioso, dando vita a
quadri ricchi di inventiva e immediatezza.
Sarebbe dunque la fantasia l'ingrediente principe della
sua opera, e certamente non gli manca, ma l'osservazione più attenta
della sua pittura rischia di complicare alquanto l'analisi, poiché
alla luce vengono altri e più reconditi aspetti della sua ispirazione.Innanzitutto
ci accorgiamo che se anche è vero che il totale della figura appare
quasi come una sorta di traslazione su tela della realtà virtuale
e di un ipotetico iperuranio visionario, ognuno dei dettagli, dei particolari
è invece alquanto realistico e tratto, come dire, da un universo
tanto astronomico, quanto floreale e vegetale in genere.
Il suo apparirebbe allora come la fusione di mondi diversi in
un universo unico che disvela il proprio carattere meramente simbolico
e dunque denso di significati.La prevalenza di elementi vegetali e di
tonalità verdi, suggerirebbe di definire la pittura di Stocco "metafisica
verde" ,sia perché le immagini si qualificano come
sguardo su di un sovramondo ideale, in cui ogni cosa si ripresenta mondata
da ogni impurità e imperfezione, e specialmente la figura umana
femminile, sia perché questo appare essere il termine di una ricerca
di forme di vita superiori e ulteriori, le quali popolano la realtà
fisica dell'universo, prima di superarla oltre ogni forma attuale verso
una presenza ultima e divina. In pittura ci appare quasi l'immagine della
quarta dimensione, dell'antimateria; un'oasi oltre il diaframma ignoto
dei buchi neri, come a volerci dire che la vita non si ferma a ciò
che conosciamo, bensì di gran lunga lo supera ; la visualizzazione
del possibile attraverso il riferirsi all'impossibile. Spesso .d'altronde,
la scienza stessa riesce a dimostrare che la realtà può
essere superiore all'immaginazione che di essa noi facciamo.Un ultimo
riferimento a certi copiosi particolari che rischiano di dimostrarsi simboli
erotici, i quali però ci si offrono pacifici e come semplice simbologia
di fertilità e di germinazione, visione del farsi delle cose e
della natura fra bellissime e semidivine fanciulle rappresentanti natura
naturans o naturata, a seconda della loro compiutezza stilistica, tra
magiche ampolle di vetro, o forse bolle di sapone, che un soffio più
forte rischierebbe di perturbare.
proff.Vittorio Caracuta,
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Lorenzo Stocco è un
pittore scienziato.
I suoi straordinari articoli
sulle piante grasse potrebbero dare sicuramente filo da torcere a studiosi
di botanica professionisti. La sua ricerca pittorica si muove su esiti
formali a prima vista vicini al surrealismo, in realtà nascondono
una visione del mondo, o meglio dell'universo, distante dai giochi
linguistici-psicanalitici dell'avanguardia. Il nostro pittore è alla
ricerca di un'essenza vitale universale, tale da poter mettere in
relazione 'strutture' apparentemente lontane e diverse: in un'opera
una pianta grassa (aliena o terrestre?), cresciuta su rocce spoglie,
se ne sta solitaria in un'atmosfera cosi rarefatta che si vedono nel
cielo orbitare dei pianeti, tra cui Saturno:
è proprio il segno di Saturno che governa gli artisti! Scomodiamo
le filosofie: "L'universo non è una casa senz'anima",
e "nessun atomo di materia è 'apsychos'; senz'anima, senza
vita, senza movimento". Sappiamo che le scienze di punta attualmente
sono le teorie quantistiche della gravitazione. Le strutture topologiche/caotiche/a
stringhe che si trovano a livelli subatomici vengono in aiuto agli scienziati
per capire come funzionano i buchi neri, eventi che si possono considerare
caratteristici dell'inizio e della fine dell'universo.
Ma anche quando gli scienziati avessero trovato la Grande Teoria unificata
che spieghi i meccanismi profondi dell'universo rimarrebbe irrisolta
la questione dell'esistenza di quest'ultimo; le metafisiche espulse dalla
porta principale rientrano costantemente dalla finestra per inquietarci!
Dalle strutture macroscopiche dell'universo Lorenzo passa alle strutture
organiche che abitano il nostro pianeta e ci insegna che le piante possiedono
facoltà straordinarie; esse capiscono se noi le amiamo o le trascuriamo.
Il mondo vegetale possiede una sua specifica intelligenza che in parte
è stata dimostrala con esperimenti, ma che, probabilmente nasconde
ancora molti segreti: il mondo della botanica è tuttora un universo
da esplorare! Infine la donna vista più che come compagna, complementare
del maschile, come matrice, come fonte generatrice di vita; come archetipo.
Scrive lo stesso artista: "L 'universo visto come la culla della vita, la fonte, la madre. La madre terra rappresentata come donna, (terra
scura, fertile terra da cui sgorga la vita... " Tutto si rigenera
e si ri-collega nella visione pittorica di Lorenzo Stocco, in un processo
quasi alchimistico; è una concezione scientifica, che ingloba,
che non può trascurare o dimenticare la presenza del trascendente
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Stefano De Grandis, 22 / 3 / 1999 |