Liguria: una regione del cactus!
Non me ne vogliano i liguri, ma la battuta si presta!
Per uno come me, che vive al nord e tribola ogni volta che l'inverno si avvicina per non saper come far svernare le piante senza che soffrano esageratamente, è stata una meraviglia continua scoprire che nel ponente della Liguria cactus e succulente vivono all'aperto senza dare cenni di sofferenza.
In molti giardini privati si possono ammirare tante varietà di aloe, agavi, grusonii, ferocactus, ecc. ma esistono dei magnifici parchi e giardini pubblici dove si può ammirare un'esagerata varietà di succulente che vive all'aperto senza nessuna difficoltà, piante coccolate dalle premure di giardinieri esperti.
Una settimana di vacanza, programmata da tempo, mi ha permesso di visitare alcuni di questi luoghi e così ho colto l'occasione di condividere con voi le immagini di ciò che ho visto.
Naturalmente la passione per le succulente è stata predominante, ma non va dimenticato che la Liguria è ricca di attrattive altrettanto interessanti.
Innanzitutto c'è il mare, del quale non vi mostro nessuna immagine perché la stagione non era nelle migliori condizioni. La spiaggia ligure, Bandiera Blu da molto tempo, è variegata e va dalle zone sabbiose a quelle ghiaiose, a quelle rocciose; queste ultime nascondono anche grotte, con accesso solo dal mare, abitate sino dal Paleolitico. Un esempio per tutti è Bergeggi.
Poi, come ci sono le grotte sul mare, non vanno dimenticate quelle nell'entroterra, come Toirano o i Balzi Rossi di Ventimiglia che ospitarono l'uomo di Cro-magnon.
Chiudo l'elenco ricordando gli innumerevoli, piccoli paesi medievali mantenutisi pressoché integri fino ad oggi.
È da uno di questi che comincio il giro fotografico: Castelvecchio di Rocca Barbena.
Il paese è dominato dal castello che i “Clavesana” costruirono per difendere i loro territori dalle invasioni barbariche. In epoche successive alla base del castello crebbe un agglomerato di case con uno stile di costruzione tipico della zona: case piccole, di pietra, collegate tra di loro da stretti “caruggi” pedonali, dove gli scorci suggestivi non mancano:
Da notare il largo utilizzo di archetti antisismici di collegamento fra le case!
Un altro paese caratteristico per la sua antica, tipica architettura ligure è Dolceacqua.
Anche qui il castello, dei “Doria“ questa volta, sovrasta la valle ed ai suoi piedi si sono susseguite nei secoli le costruzioni degli abitanti della zona.
Caratteristica di questo paese, ma che troviamo anche in altri luoghi, è il ponte a schiena d'asino sul fiume Nervia e non mancano scorci suggestivi, sebbene il turismo massiccio abbia fatto proliferare una quantità elevata di B&B, ristorantini e locande caratteristiche.
Ma adesso sarà bene entrare nello specifico della nostra passione: i CACTUS.
Ho visitato i giardini botanici Hanbury, a Ventimiglia, il giardino esotico Pallanca, a Bordighera, ed infine ho sconfinato nel Principato di Monaco per visitare “Les Jardins exotiques” di Montecarlo.
Andiamo quindi in ordine e partiamo dai giardini Hanbury.
Thomas Hanbury, ricco commerciante di spezie, tè e seta, acquistò l'incantevole podere della famiglia Orengo e nel 1867 iniziò lo straordinario lavoro che avrebbe reso la sua proprietà uno dei giardini più famosi al mondo. Grazie ai preziosi interventi di esperti “architetti del verde” e nonostante i danni provocati dalle guerre, i giardini acquistarono sempre più splendore.
Nel 1960 tutto il complesso fu acquistato dallo Stato italiano e nel 1987 venne affidato all'Università degli Studi di Genova che ne cura tutt'ora la gestione e manutenzione.
I giardini raccolgono una varietà infinità di piante provenienti da tutte le latitudini, suddivise per regioni/nazioni/continenti, in uno spettacolo incredibile di profumi e colori.
In un angolo, ed arriviamo a noi, è concentrata una altissima quantità di succulente, dalle dimensioni incredibili. Vi mostro qualche foto e mi scuso per la scarsa qualità, perché quella mattina pioveva in continuazione.
Ahimè, non sono neanche un grande esperto, quindi, se mi date una mano, posso inserire i nomi sotto ogni foto.
Agave tiro a segno!
Un tappeto di Agave reginae Victoriae
Punta da trapano vegetale (non inquina).
Di tutto di più; come piante e come colori.
Ferocactus... in libertà.
Il sottobosco.
Con questa immagine termina la visita ai giardini Hanbury ed il grigiore delle foto ha messo in evidenza le cattive condizioni del tempo.
Nella prossima puntata vi mostrerò altre meraviglie dei giardini della Riviera.
Arrivederci a presto.
fantastico, forse un giorno un giretto lo farò
Bellissime foto, mi ha fatto piacere rivedere questi posti
Paesaggio suggestivo, oltre che belle piante... a ciel sereno!!!